No alla lottizzazione dei posti di lavoro
- 25/06/2010Il Messaggero ELENA CERAVOLO Una maratona di sei ore in Consiglio per "archiviare" la crisi politica scatenata da pesanti esternazioni (poi riviste e corrette) di sette consiglieri Pdl su «lobby, clientelismo, spese folli e assunzioni facili» E subito sulla maggioranza di centro-destra che governa Guidonia è arrivata una nuova bordata E' stato Domenico De Vincenzi, il capogruppo del Pd, a lanciarla durante l'assise pubblica dell'altra sera: «Non ci si permetta più - ha detto - di venire al gruppo del nostro partito a dire "ci sono trenta posti di lavoro, dateci un nome per uno". Lo hanno fatto consiglieri di maggioranza». «Se sarò chiamato dirò anche chi. E presto vedremo tutto, impresa e assunti», ha aggiunto poco dopo rispondendo al sindaco che chiedeva nome e cognome. Un attacco, in odore di "lottizzazioni", che non è certo passato inosservato tra il numeroso pubblico. «Abbiamo toccato il fondo o c'è altro ancora da sopportare? - è stato il commento diffuso ieri mattina dal movimento civico Il Faro - Vorremmo richiamare l'indigenza di chi ha perso un lavoro o è precario, dei senza reddito, di chi studia sperando di poter offrire - onestamente - le proprie capacità. E l'articolo 97 della Costituzione: i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. Non crediamo più alla politica che "governa" Guidonia, faremo di tutto per restituire dignità alle istituzioni». Intanto il Consiglio dell'altra sera, è andato avanti fino a mezzanotte, per decretare la chiusura della crisi. «Abbiamo superaro i problemi in maniera rapida - ha detto il capogruppo Pdl, Marco Bertucci. Ora puntiamo alla giusta attuazione del programma in un senso preciso: riuscire a dotare finalmente di servizi la nostra città». Per il sindaco Eligio Rubeis il problema in maggioranza è stato determinato dal timore di «essere chiamati a gestire gli ingenti debiti fuori bilancio lasciati dalla ex amministrazione». Una tesi che ha raccolto dure critiche dell'opposizione. Per Domenico De Vincenzi (Pd) «solo un pretesto che serve per buttare fango e coprirsi». E per l'ex sindaco Filippo Lippiello (Api) «capriole per deviare l'attenzione. Si portano i debiti fuori bilancio senza fornire i documenti». E Mario Valeri - uno del "gruppo dei sette", Pdl - ha esortato la sua maggioranza a «maggiori interventi sul sociale e al perseguimento dei punti di programma. Voto al primo annodi amministrazione? Sei meno meno. Vogliamo arrivare a 9 e ricandidarci tra quattro anni con lo stesso sindaco». |
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