Il Messaggero ELENA CERAVOLO

Una maratona di sei ore in Consiglio per "archiviare" la crisi politica scatenata da pesan­ti esternazioni (poi riviste e corrette) di sette consiglieri Pdl su «lobby, clientelismo, spese folli e assunzioni facili» E subi­to sulla maggioranza di centro-destra che governa Guidonia è arrivata una nuova bordata E' stato Domenico De Vincenzi, il capogruppo del Pd, a lanciar­la durante l'assise pubblica del­l'altra sera: «Non ci si permetta più - ha detto - di venire al gruppo del nostro partito a dire "ci sono trenta posti di lavoro, dateci un nome per uno". Lo hanno fatto consiglieri di mag­gioranza». «Se sarò chiamato dirò anche chi. E presto vedre­mo tutto, impresa e assunti», ha aggiunto poco dopo rispon­dendo al sindaco che chiedeva nome e cognome. Un attacco, in odore di "lottizzazioni", che non è certo passato inosservato tra il numeroso pubblico. «Ab­biamo toccato il fondo o c'è altro ancora da sopportare? - è stato il commento diffuso ieri mattina dal movimento civico Il Faro - Vorremmo richiamare l'indigenza di chi ha perso un lavoro o è precario, dei senza reddito, di chi studia sperando di poter offrire - onestamente - le proprie capacità. E l'articolo 97 della Costituzione: i pubbli­ci uffici sono organizzati secon­do disposizioni di legge, in mo­do che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità del­l'amministrazione. Non credia­mo più alla politica che "gover­na" Guidonia, faremo di tutto per restituire dignità alle istitu­zioni».

Intanto il Consiglio dell'al­tra sera, è andato avanti fino a mezzanotte, per decretare la chiusura della crisi. «Abbiamo superaro i problemi in maniera rapida - ha detto il capogruppo Pdl, Marco Bertucci. Ora pun­tiamo alla giusta attuazione del programma in un senso preci­so: riuscire a dotare finalmente di servizi la nostra città». Per il sindaco Eligio Rubeis il proble­ma in maggioranza è stato determinato dal timore di «essere chiamati a gestire gli ingenti debiti fuori bilancio lasciati dal­la ex amministrazione». Una tesi che ha raccolto dure criti­che dell'opposizione. Per Do­menico De Vincenzi (Pd) «solo un pretesto che serve per buttare fango e coprirsi». E per l'ex sindaco Filippo Lippiello (Api) «capriole per deviare l'attenzio­ne. Si portano i debiti fuori bilancio senza fornire i docu­menti». E Mario Valeri - uno del "gruppo dei sette", Pdl - ha esortato la sua maggioranza a «maggiori interventi sul sociale e al perseguimento dei punti di programma. Voto al primo an­nodi amministrazione? Sei me­no meno. Vogliamo arrivare a 9 e ricandidarci tra quattro an­ni con lo stesso sindaco».

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